Addio a Santini, l’uomo del cinema: "Amava il suo proiettore del 1937"
Vaghner Sartini con il suo proiettore del 1937
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Ci sono uomini che non si limitano a vivere il proprio tempo, ma lo custodiscono, lo incorniciano e lo proiettano per gli altri. Lunedì sera, all’ospedale di Cona, si è spento all’età di 88 anni Vaghner Sartini. Se ne è andato lucidissimo, con la stessa straordinaria nitidezza di quelle immagini che per una vita intera ha fatto scorrere davanti agli occhi di intere generazioni. I funerali saranno domani alle 15 nella La sua è una storia d’altri tempi, appassionata, intrisa di quella magia in bianco e nero e a colori che solo il cinema e la dedizione per la propria comunità sanno regalare. Nato a San Biagio, Vaghner era un uomo dalle mille risorse e dalle grandi passioni. Gestiva il bar di Salvatonica, un punto di ritrovo, un pezzo di vita sociale del territorio. Ma è proprio lì che scatta la scintilla, quel colpo di fulmine che avrebbe segnato il suo destino: si appassiona al cinema facendo l’operatore sotto la storica proprietà Banzi a Salvatonica. Quella passione per i fasci di luce che bucano il buio diventa travolgente. A metà degli anni ’60 compie il grande passo: compra il cinema. Lo gestisce, lo cura, lo lancia e lo porta avanti con orgoglio e determinazione fino al 1978. Nel frattempo, la sua naturale inclinazione a "dare valore alle cose belle" si traduce anche in un altro mestiere d’arte: apre un negozio di cornici, nel cuore del centro storico di Bondeno, in piazza Garibaldi all’incorcio con via Oriani. Incornicia quadri, ricordi, innalza grandi firme degli artisti padani. Poi la vita chiama a nuove scelte: la moglie lancia il forno adiacente al cinema e lui decide di andare a lavorare da Salvi come autista. Ma Vaghner non era uomo da una sola dimensione. E’ stato anche campione regionale di bocce, unendo alla precisione dell’operatore cinematografico la mira e la calma del grande campione. Bondeno piange Vaghner Sartini, ma in realtà il suo nome e la sua eredità continueranno a vivere ogni volta che un proiettore si accenderà. Tutto il tesoro custodito all’interno della Bottega del Cinema, quel luogo magico trasformato e rinnovato nel 2022 dai figli Michele e Marco, è uno scrigno che custodisce i suoi sogni e che, anche con il nipote Jacopo, apre al futuro. Se oggi possiamo ammirare nella Bottega del cinema di Salvatonica, ristorante d’eccellenza, un proiettore del ‘37, se possiamo sfogliare le vecchie rubriche o stupirci davanti ai registri e ai borderò d’epoca, è solo perché Vaghner ha amato quegli oggetti e i figli li hanno riproposti in una veste nuova. La sua è una storia d’altri tempi, appassionata, intrisa di quella magia in bianco e nero che solo il cinema e la dedizione per la propria terra sanno regalare facendone colori che illuminano la pianura.
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