"Minacciato per l’incontro sul Donbass"
"Sono stato minacciato di essere picchiato all’uscita da scuola e il mio nome e la mia immagine sono stati resi pubblici sui social". Dopo la bufera politica e mediatica esplosa attorno al corso autogestito sul Donbass, che si è tenuto al liceo Leopardi di Recanati, rompe il silenzio Gianni Pierini, lo studente che lo ha organizzato e che ora denuncia pressioni, isolamento e perfino minacce ricevute sui social.
L’iniziativa rientrava tra le attività della settimana culturale, con corsi autogestiti dagli studenti e seguiti su base volontaria. Pierini racconta di aver organizzato un incontro con i giornalisti Vincenzo Lorusso e Andrea Lucidi, invitati a raccontare la loro esperienza professionale nei territori di guerra del Donbass, in Ucraina. All’appuntamento avrebbero partecipato circa venti studenti in tutto, divisi in due turni. Secondo il giovane organizzatore, l’incontro si sarebbe svolto senza particolari tensioni e con un taglio legato alle testimonianze dal fronte e alle condizioni della popolazione civile. La polemica sarebbe scoppiata solo nei giorni successivi, quando la partecipazione dei due giornalisti è finita al centro dell’attenzione politica, con prese di posizione da parte del Partito democratico e di Azione, che hanno sollecitato chiarimenti sulla gestione dell’iniziativa scolastica considerata grave.
Nel racconto dello studente, la vicenda si sarebbe ulteriormente inasprita dopo l’intervento del giornalista ucraino Igor Maistruk, che avrebbe rilanciato sui social un post di Lucidi, attirando l’attenzione dell’eurodeputata Pina Picierno. Da qui sarebbe partita una richiesta di chiarimenti alla scuola e un’interrogazione parlamentare di una parlamentare di Azione sulla presenza dei relatori. Lo studente critica, inoltre, l’atteggiamento dell’istituto sostenendo che inizialmente sarebbe stata privilegiata la tutela dell’immagine della scuola rispetto alla difesa dello studente coinvolto. Solo in un secondo momento, spiega, sarebbe stato diffuso un comunicato in cui si sottolineava come, dalle verifiche interne, non fossero emersi contenuti di propaganda durante l’incontro. Pierini parla anche di tensioni nate successivamente all’interno della comunità studentesca, raccontando di presunti tentativi di scoraggiare una manifestazione organizzata dopo lo scoppio del caso e di contrasti con alcuni rappresentanti degli studenti. Ora la richiesta avanzata dal giovane è che le istituzioni locali, a partire dal sindaco e dal consiglio comunale, assumano una posizione pubblica sulla vicenda. Secondo Pierini, la questione non riguarda gli schieramenti geopolitici, ma la libertà di espressione e di confronto all’interno della scuola. Asterio Tubaldi
