Mediaworld: chiusura il 30 aprile: accordo fatto per i 16 dipendenti. E c’è l’intenzione di riaprire in città
Confermata la decisione di interrompere l’attività a fine mese, ma i lavoratori hanno avuto le loro garanzie. Alcuni saranno ricollocati in altri punti vendita, altri hanno optato per incentivi all’esodo o cassa integrazione.
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E’ stata confermata al 30 aprile la data di chiusura di Mediaworld a Pesaro. Già in questi giorni, i prodotti in esposizione all’interno del negozio sono stati messi in vendita a prezzi scontati in vista dello sgombero totale dei locali. La scelta del colosso dell’elettronica di lasciare la piazza pesarese, come spiegato anche nelle settimane scorse, è dovuta a due fattori concomitanti e cioè fatturati in drastico calo (quasi dimezzati) in dieci anni nel punto vendita cittadino e costi di affitto e di gestione troppo alti per lo stabile attualmente occupato. Da qui la volontà di chiudere.
L’ultimo giorno di Mediaworld a Pesaro
"L’azienda ha confermato che il 30 aprile sarà l’ultimo giorno di apertura del negozio di Pesaro – dice Domenico Montillo, segretario Fisascat-Cisl Marche – e con la proprietà abbiamo raggiunto un accordo per la tutala dei 16 dipendenti attualmente impiegati nel punto vendita, sottoscritto anche con il Ministero del Lavoro. L’accordo apre vari scenari, tra cui il ricollocamento dei dipendenti nei punti vendita limitrofi di Savignano sul Rubicone e Ancona. In tre hanno scelto questa soluzione e l’azienda si è dimostrata aperta anche all’organizzazione di turni di lavoro favorevoli per questi lavoratori. Per loro, inserita nell’accordo, c’è anche una clausola importante.
Un nuovo punto vendita a Pesaro?
L’azienda ha confermato la volontà di riaprire un punto vendita a Pesaro, perché è una piazza che non vuole lasciare sguarnita, ma non è ancora riuscita a trovare una soluzione. Qualora riuscisse a trovarla entro 18 mesi, questi lavoratori che hanno scelto il ricollocamento in altre sedi, avranno un diritto di prelazione per tornare a lavorare a Pesaro. Sappiamo che la proprietà ha fatto vari tentativi per cercare in città uno stabile più piccolo per potersi spostare ma ci hanno detto di non aver trovato soluzioni percorribili attualmente, pur non escludendo il ritorno".
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Il futuro dei lavoratori
Tornando ai lavoratori, chi non ha scelto il ricollocamento, nella speranza anche di poter rientrare a Pesaro, ha potuto optare o per incentivi all’esodo o per la cassa integrazione. "Come incentivi all’esodo, essendo quasi tutti lavoratori con oltre 20 anni di esperienza, potranno contare su un indennizzo fino a 16 mensilità. Quelli al di sopra di 55 anni, fino a 17 – spiega Montillo –. Poi è stata aperta la procedura di cassa integrazione fino a fine anno, scelta da chi è soprattutto più vicino alla pensione. Secondo una tabella che abbiamo concordato sempre con la proprietà, si potranno poi valutare anche posizioni intermedie tra cassa ed incentivo all’esodo".
Mediaworld aveva aperto a Pesaro nel 2001, impiegando circa 50 dipendenti. Poi negli anni, tra crisi del mercato, calo del fatturato e costi di gestione sempre più elevati, la proprietà aveva fatto alcune scelte per ridurre personale e costi, fino a decidere per la chiusura definitiva, a fine mese.
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