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Otto binomi di temi opposti per decifrare le Frontiere, a Gorizia

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13.09.2026

Crossroads, in inglese, significa semplicemente incrocio: due strade che si tagliano. È il nome scelto per il percorso urbano che dal 2 al 4 ottobre porterà il tema della frontiera nelle vie del centro storico di Gorizia. Ma è anche il metodo dell’intero festival che lo ospita: “Frontiere/Meje. Dove i mondi si incontrano” costruisce le sue otto lezioni magistrali, in programma al Teatro Comunale Giuseppe Verdi, come altrettanti incroci fra idee opposte, che ogni relatore è chiamato a superare più che a difendere.

Prima di essere segnata da una linea di separazione, Gorizia è stata per secoli una frontiera nel significato più autentico del termine: un crocevia nel quale mondi diversi si incontravano e si arricchivano reciprocamente. È questa la differenza su cui il festival costruisce il proprio impianto: il confine divide con un segno netto, la frontiera è la zona di contatto dove le differenze restano vicine. Vicine come le otto coppie di termini scelte come titolo degli interventi del festival: Cina/Usa, Sionismo/Diaspora, Giovani/Adulti, Universo finito/Universo infinito, Maschile/Femminile, Bello/Brutto, Naturale/Artificiale, Oriente/Occidente.

A spiegare la genesi dell’operazione, presentata a Trieste, è Paolo Possamai,........

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