Caro gasolio, tagli (quasi) fantasma. Commercio, traslochi, bus operator: aziende in crisi
L’incidenza del gasolio sui costi operativi delle imprese del settore arriva al 30%
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Le attività “della strada”
A pagare il prezzo più alto sono le attività “della strada“. Imprese e lavoratori autonomi che vivono di trasporti di merci e persone. In Italia - stando ai dati dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre (Associazione Artigiani e Piccole Imprese) - sono 306.800, il 6,09% del totale delle imprese attive sul territorio nazionale (oltre 5 milioni a fine 2025). Comprendono agenti di commercio (203.742), operatori del settore autotrasporto e servizi di trasloco (68.482), taxi e Ncc, noleggi con conducente (31.590) e bus operator (2.993). La Lombardia è la regione più esposta perché conta più attività (49.607), il 6,14% del totale imprese della regione (808.499 a fine 2025): 30.894 sono agenti di commercio, 10.384 operano tra autotrasporto e traslochi, 8.055 tra taxi e Ncc, 274 i bus operator.
Trasporto merci su gomma
I numeri più alti riguardano il trasporto merci su gomma, la modalità con cui si sposta l’80% dei beni. Un dato a cui si aggiungono servizi come i traslochi. In base alle tariffe medie in vigore ieri, un pieno di gasolio per un autocarro inferiore alle 7,5 tonnellate costava 172 euro in più del 31 dicembre scorso. Se il prezzo non dovesse riportarsi ai livelli del 2025, il rincaro per ogni mezzo arriverebbe a 12.350 euro in un anno. A preoccupare ulteriormente concorre questo dato: la spesa per il gasolio incide sul 30% dei costi di gestioni delle attività di questi comparti.
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Le aree più coinvolte
I dati provinciali dicono che l’area milanese è la più coinvolta con 19.438 “attività della strada“, seguita da Brescia (5.736) e Bergamo (4.790). Nelle prime cinque si trovano anche Monza e Brianza (4.406) e Varese (3.384). Seguono Como (2.629), Pavia (2.346), Mantova (1.995), Cremona (1.733), Lecco (1.531), Lodi ( 972) e Sondrio (639). Analizzando l’incidenza del settore sul totale delle imprese che operano nei territori è invece Lodi la più penalizzata con il 7,21%. Sopra la media lombarda (6,14%) si trovano le province di Cremona (6,98%), Monza e Brianza (6,97%), Lecco (6,95%), Como (6,33%), Mantova (6,24%) e Milano (6,18%). Tassi inferiori invece a Varese (5,98%), Pavia (5,89%), Bergamo (5,79%), Brescia (5,49%) e Sondrio (4,92%).
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Elettrico e benzina
Se il gasolio è il carburante che incide maggiormente sia per i rincari subìti sul prezzo al consumo, sia per l’ampia diffusione dei diesel nei mezzi utilizzati nel trasporto merci e persone, anche dall’elettrico e dalla benzina non arrivano alternative confortanti. Negli ultimi venti giorni, il costo per ricaricare un mezzo full elettrico è passato da 70 a circa 100 euro, con un aumento del 43%. La tariffa media della benzina verde esposta ieri nei distributori della Lombardia era di 1,71 euro (self service). Tre centesimi in più al litro rispetto al 31 dicembre 2025, circa quattro se confrontata al 27 febbraio. Il giorno prima dell’attacco all’Iran.
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