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“Il rapporto è cambiato”. Trump attacca di nuovo Meloni: “Ci ha negato l’aiuto militare” /

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16.04.2026

Nuova stoccata di Trump a Giorgia Meloni (Afp)

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Roma, 15 aprile 2026 – “Good! I don’t want them”. Commentando i titoli dei giornali che, nel settembre del 2017, definivano Donald Trump un presidente “isolato” – abbandonato da alleati politici di rilevo, lobbisti e grandi società – il tycoon sosteneva di non aver bisogno di loro. “Per Donald Trump la solitudine non è uno svantaggio. È il luogo in cui si sente più a suo agio”, scriveva all’epoca Politico. Quasi un decennio dopo, “the loneliest president” (il presidente più solo) non smentisce se stesso. E, all’interno della sua cerchia di alleati, il passaggio da amici a nemici può avvenire senza soluzione di continuità.

È in questo scenario che va letto lo strappo con Giorgia Meloni. “È stata negativa”, ha ribadito ieri Trump sferrando, all’indomani delle dichiarazioni rilasciate al Corriere, un nuovo, duro, attacco alla premier italiana. Rispondendo alla giornalista star di Fox, Maria Bartiromo, il presidente Usa ha spiegato che la relazione con Meloni e l’Italia non è più la stessa. “Con chiunque abbia rifiutato il proprio aiuto nella gestione della situazione con l’Iran, non abbiamo più lo stesso rapporto. Giusto per vostra informazione – ha ribadito Trump – l’Italia riceve grandi quantità di petrolio dallo Stretto”.

Donald Trump con Gesù nell'immagine rilanciata su Truth

Se dietro ci fosse una strategia volta a riportare la sua alleata Meloni su nei sondaggi dopo la sconfitta nel Referendum sulla giustizia e la conseguente tempesta che sta attraversando il governo, sarebbe azzeccata. Ma così, a quanto sembra, non è. Scaricato dalla Nato “tigre di carta”, che ha rifiutato un coinvolgimento nella guerra in Iran, e non più supportato in toto dall’unica leader Ue invitata alla cerimonia di insediamento alla Casa Bianca 15 mesi fa, colei che considerava il suo cavallo di Troia in Europa, il presidente americano prosegue nella sua strada. Ma se – come rileva un’analisi della Cnn – da un lato Washington insiste su un maggiore coinvolgimento dei partner, dall’altro molti governi “non dispongono né del consenso interno né delle capacità militari per sostenere un’escalation”. Con il paradosso che “più gli Stati Uniti chiedono supporto militare, meno gli alleati hanno spazio politico per concederlo”.

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Dopo la fine della “very special relationship” con Meloni anche la relazione speciale fra Stati Uniti e Regno Unito non è più la stessa. In uno sfogo telefonico con un giornalista, parallelo a quello fatto sulla premier italiana al Corriere, Trump – a meno di due settimane dalla visita di Stato negli Usa di re Carlo III e della regina Camilla, prevista dal 27 al 30 aprile – è tornato a prendere di mira il primo ministro britannico Keir Starmer imputandogli lo “strappo sulla guerra all’Iran” e rilanciando lo spettro dei dazi. La relazione con Starmer e il suo governo – ha detto il presidente Usa – “era meglio prima”, ora è scesa a dei livelli “tristi”. Al premier britannico il tycoon rinfaccia di non aver schierato direttamente il Regno al fianco di Usa e Israele negli attacchi a Teheran, ma anche di aver commesso “un tragico errore” sia in politica energetica sia sull’immigrazione. Da qui la minaccia di far saltare gli accordi privilegiati raggiunti con la Gran Bretagna per limitare i dazi.

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Mentre la guerra e gli affondi sul Papa stanno penalizzando Trump anche sul fronte interno, e la Cnn parla di una frattura, ormai “non solo strategica ma anche politica”, il presidente Usa si mostra abbracciato da Gesù Cristo in un’immagine creata con l’intelligenza artificiale su Truth: “Dio – è il commento – sta giocando la carta Trump (che in inglese è un gioco di parole simile al nostro “asso di briscola“, ndr)”.

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