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Elia Del Grande, l’appassionata difesa della compagna sempre al suo fianco: “Pericoloso? No, solo stupido”

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10.04.2026

Elia Del Grande con la compagna Rossella Piras in un momento felice

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Cadrezzate con Osmate (Varese), 10 aprile 2026 – La vita tumultuosa, violenta, sbagliata di Elia Del Grande ha un punto fermo, una donna di 57 anni, sarda di Olbia: Rossella Piras, la sua compagna (nonché amministratrice dei suoi beni).

Una donna che lo ha seguito nei vari spostamenti carcerari e non ha mai smesso di difenderlo pubblicamente. Rossella Piras lo fa anche ora, dopo l’epilogo dell’ultima sgangherata avventura dell’uomo di Cadrezzate, nel Varesotto.

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Ha seguito le notizie di questi giorni?

“Le so a memoria dalla televisione”.

Come ha vissuto queste giornate?

“Come si possono vivere in una situazione come questa. Con preoccupazione, con apprensione. Normale che sia così. Più che normale”.

Pensa che Del Grande abbia sprecato un’occasione per dare una svolta alla sua vita?

“Quello che è accaduto spiace molto anche a me. E tanto. Sono dispiaciuta per don Domenico (il direttore della Caritas di Alba, ndr), una persona squisita. Vedremo come andranno avanti le cose. Ma mi preme di dire e di ripetere: Elia Del Grande non è socialmente pericoloso. Non lo è affatto. Lo dice anche il magistrato. Non è pericoloso, ma non è pronto per stare fuori. Non è vero che mancavano due giorni e poi sarebbe successo chissà cosa. È stata prorogata la permanenza nella casa-lavoro”.

Elia Del Grande in arresto ai tempi della strage di Cadrezzate e in un'immagine recente

Non potrebbe essere stata proprio la prospettiva di rimanere nella casa-lavoro la molla che lo ha spinto ad allontanarsi?

“Guardi, è finito in una casa-lavoro non perché avesse commesso un reato, ma perché non aveva rispettato le regole. Cosa abbia fatto non lo so. Ma se mi fossi trovata ristretta ingiustamente sarei scappata anch’io. Figuriamoci Del Grande. Lui non è socialmente pericoloso. È Solo stupido”.

Che uomo sarebbe oggi Elia Del Grande?

“Si stava rifacendo una vita. Aveva lavorato per due anni senza problemi, non era stato il comportamento di uno pericoloso. Il tempo passa. Le persone cambiano. In trent’anni si cambia e lui è cambiato. Lo dico non perché sono la sua compagna, lo dico a ragion veduta. Ci sono anche le relazioni, tutte positive”.

Cosa vorrebbe dirgli se lo avesse di fronte?

“Nulla. Glielo dirò in privato”.

Da quanto tempo va avanti la vostra storia?

“Da diciannove anni. Sono una persona di fede, la forza mi arriva da lassù”.

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La turbolenta vita in Sardegna

È la fine del 2022 quando il pluriomicida di Cadrezzate si sistema in casa della compagna a Telti, quieta comunità di poco più di duemila abitanti, nell’entroterra gallurese, a una ventina di chilometri da Olbia. La coppia vive in una località chiamata Li Furreddi, in campagna ma alle porte del paese. I problemi con il vicinato sono immediati. Un furto in un’abitazione, registrato dalle telecamere, comporta per Del Grande la revoca della condizione di semilibero e il ritorno in carcere, questa volta a Sassari, casa circondariale ’Giovanni Bacchiddu’, nella località Bancali.

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All’inizio del 2023 fine pena e scarcerazione che dovrebbe essere definitiva. Del Grande rientra a Telti. La nuova permanenza è da subito tempestosa. Alla stazione dei carabinieri arrivano segnalazioni. Altre segnalazioni e anche lettere anonime, gonfie di paura, sono indirizzate alla redazione di Olbia del quotidiano La Nuova Sardegna. Di quella scomoda presenza vengono informati sindaco e amministrazione comunale. A finire nel mirino dell’ex detenuto è soprattutto il vicino vittima del furto: minacce, intimidazioni, lanci di pietre che hanno per bersaglio anche l’avvocato del derubato. Viene ‘’chiamata’’ la Procura di Tempio Pausania perché intervenga.

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