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Deficit e Pil, l’Istat ha davvero sbagliato? Vent’anni di revisioni e il caso del 3,08%

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27.09.2026

La sede dell'Istat

Per approfondire:

Articolo: Deficit, la beffa dello 0,1%. Meloni: “Non so se l’Istat sottostima gli italiani o il governo”Articolo: Rapporto Deficit-Pil al 3,1%, l’Italia resta sotto procedura d’infrazione Ue. Salvini: “Surreale”. Giorgetti: “Prendiamo atto con rammarico dei dati Istat”

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Roma, 26 settembre 2026 – “Non so se l’Istat sottostima gli italiani o il governo”. La frase con cui Giorgia Meloni ha commentato il rapporto deficit Pil del 2025 rimasto al 3,08% ha trasformato una revisione statistica in un caso politico. L’Italia, per pochi centesimi, non è uscita anticipatamente dalla procedura europea per disavanzo eccessivo. Ma la domanda corretta non è soltanto se l’Istat abbia “sbagliato”. È capire quanto siano frequenti le correzioni, in quale direzione vadano e perché una stima provvisoria possa cambiare anche molto tempo dopo. 

Sedici revisioni in vent’anni

La serie ricostruita dal 2006 al 2025 mostra che la prima stima di marzo è stata successivamente modificata di almeno un decimo di punto in 16 anni su 20. Secondo i valori registrati, in dodici casi il deficit finale è risultato più basso della prima valutazione, in quattro più alto e in quattro sostanzialmente invariato. La revisione tipica è contenuta: la mediana degli scostamenti è di circa 0,1 punti di Pil. Non emerge dunque una direzione sistematicamente sfavorevole ai governi: più spesso, anzi, il dato definitivo ha migliorato la fotografia iniziale. Ma le eccezioni sono state rilevanti e talvolta decisive........

© Il Giorno