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Deficit al 3,1%, una doccia gelata: l’Italia migliora ma non basta, resta la procedura Ue. Approvato il Def

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22.04.2026

L'andamento del debito pubblico nei paesi Pigs

Per approfondire:

Articolo: Taglio delle accise, aiuti di Stato e bonus mirati. L’Ue presenta il piano contro il caro energia

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Roma, 22 aprile 2026- Il dato che Palazzo Chigi e il Tesoro aspettavano con il fiato sospeso è arrivato, ma non ha sciolto il nodo politico e finanziario che accompagna i conti italiani. Eurostat stima per il 2025 un rapporto deficit-Pil dell’Italia al 3,1%, in calo dal 3,4% del 2024. Un miglioramento c’è, ed è tutt’altro che irrilevante. Ma non è sufficiente, almeno allo stato, per consentire al Paese di uscire dalla procedura europea per disavanzo eccessivo, che la Commissione riesaminerà a inizio giugno nel quadro del Semestre europeo. Una doccia fredda che arriva poche ore prime che il consiglio dei ministri approvasse il Def, con il ministro Giancarlo Giorgetti che ha avvisato: “Sul Documento di finanza pubblica siamo realisti”.

Il debito sale al 137,1%. Giorgetti: "Sul Dfp siamo realisti"

Il valore politico di quel 3,1%

È qui il punto vero della giornata. L’Italia si avvicina alla soglia del 3%, la sfiora, ma non la supera verso il basso nel modo richiesto dalle regole europee. E in una stagione in cui ogni decimale pesa come un’intera legge di bilancio, quel 3,1% assume il valore di un segnale politico oltre che contabile: i progressi di Roma sono riconoscibili, ma Bruxelles per ora non vede ancora le condizioni per allentare davvero la sorveglianza.

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© Il Giorno