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Inquinamento alla Caffaro di Brescia, tutti assolti anche in Appello

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23.03.2026

Brescia, l’opera di bonifica della Caffaro

Per approfondire:

Articolo: Al via la demolizione della Caffaro, giornata storica a Brescia: “La città volta pagina”Articolo: Sotto il Sin Caffaro non solo veleni. Dalla bonifica spunta una necropoli romana

Brescia, 24 marzo 2026 – Nel gennaio 2024 il primo processo per il caso Caffaro, la fabbrica chimica dimessa incuneata nel cuore di Brescia al centro di un clamoroso caso di inquinamento, era sfociato in assoluzioni per tutti. E ieri la Corte d’appello ha confermato le assoluzioni.

Eccetto quella per l’ex commissario liquidatore Marco Cappelletto, condannato a 4 mesi. È l’esito del processo di secondo grado per i vertici delle vecchie gestioni legate alla ex Snia, nel quale risultavano imputati appunto Cappelletto, il manager Alfiero Marinelli, e l’ex commissario straordinario del Sin Roberto Moreni, che avevano affrontato il giudizio in abbreviato.

Le accuse

I primi due rispondevano di inquinamento doloso (di mercurio in falda e nel sottosuolo, in corrispondenza del reparto clorosoda in cui si lavorò fino al 1997), e di deposito incontrollato di scorie. Moreni, invece, di inquinamento colposo (in veste di garante stando alla prospettazione accusatoria originaria non avrebbe smantellato a dovere le aree contaminate).

Ieri al termine di una rinnovazione dibattimentale, che ha visto tornare in aula i consulenti dell’accusa e consulenti della difesa, le parti hanno discusso. La sostituta pg Cristina Bertotti ha chiesto l’assoluzione per tutti dall’inquinamento, non ritenendo raggiunta la prova di un peggioramento nella situazione ambientale in concomitanza con la gestione degli imputati. Solo per Cappelletto Bertotti ha chiesto 8 mesi, limitatamente all’omesso smaltimento di scorie, un reato contravvenzionale.

La difesa puntava ad assoluzioni tout court, o in subordine - questo l’avvocato Ennio Buffoli, per Cappelletto - la dichiarata prescrizione della contravvenzione. Dopo tre ore di camera di consiglio i giudici hanno confermato il verdetto assolutorio per tutti (“perché il fatto non sussiste”), ma hanno inflitto 4 mesi al liquidatore Cappelletto, ritenendo prescritto un capo d’accusa su due.

La seconda inchiesta

Per la vicenda del polo chimico di via Milano, è ancora aperto un secondo filone investigativo che riguarda gli ex dirigenti della recente gestione, ovvero Antonio Todisco, Alessandro Quadrelli, Alessandro Francesconi e Vitantonio Balacco.

Al termine del dibattimento i primi due sono stati condannati a due anni, Francesconi a un anno e nove mesi e Balacco a un anno e due mesi. I vertici di Caffaro Brescia srl rispondevano a vario titolo di inquinamento e disastro ambientale, omesso smaltimento di scorie pericolose e falso in bilancio.

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