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Biennale di Venezia nel caos, minaccia Ue dopo l’invito alla Russia: “Finanziamenti a rischio”. E Zelensky attacca

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11.03.2026

Volodymyr Zelensky, Pietrangelo Buttafuoco e Vladimir Putin

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Articolo: Russia alla Biennale di Venezia. Tensione tra Giuli e ButtafuocoArticolo: La Russia alla Biennale di Venezia: scatta la protesta di 22 Paesi europei. La lettera all’Italia: “Segnale inquietante”

Roma – La Commissione Europea minaccia di ritirare i fondi alla Biennale Arte di Venezia per la partecipazione della Russia. Dopo la lettera di 22 ministri della cultura di paesi europei al presidente Pietrangelo Buttafuoco è il turno di Bruxelles di minacciare il ritiro della sovvenzione di due milioni di euro triennale, come ha specificato il portavoce di Palazzo Berlaymont Thomas Regnier condannando la decisione della Biennale di consentire a Mosca di riaprire il suo Padiglione nazionale all’esposizione di quest’anno. Anche se proprio Buttafuoco ha chiarito che la Russia non è stata invitata alla 61esima Esposizione Internazionale ma è proprietaria di un padiglione dal 1914 – come altri paesi – e ha comunicato la volontà di partecipare.

“In Europa la cultura deve promuovere e salvaguardare i valori democratici, favorire il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione, valori che non sono rispettati nella Russia di oggi”, ha detto Regnier, il quale ha poi ricordato che la fondazione “riceve sostegno nell’ambito del programma europeo Creative Europe Media per la produzione cinematografica, i mercati del film e la formazione”. Il festival riceve finanziamenti annuali, principalmente dallo Stato italiano, stimati in circa 19 milioni di euro. Quest’anno saranno presenti anche Israele, Iran e Ucraina, mentre è previsto un evento collaterale palestinese intitolato ‘Gaza - No Words’ promosso dal Palestine Museum.

Il video messaggio del ministro della Cultura Alessandro Giuli, durante la presentazione del Padiglione Italia alla esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia

Nella polemica è intervenuto il vicepremier e leader leghista, Matteo Salvini: “L’arte e lo sport avvicinano. Di sicuro non allontanano”. A rispondergli a stretto giro è la deputata di Azione, Federica Onori: “Parlare di arte che avvicina, come ha detto Salvini, mentre la Russia bombarda teatri, scuole e musei in Ucraina, è una totale contraddizione. Il padiglione russo alla Biennale non è un luogo di scambio culturale: è un megafono del Cremlino, un tentativo di lavare l’immagine di un regime che massacra civili mentre prova a distruggere il patrimonio culturale ucraino.

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“La Biennale è una istituzione indipendente e libera. Siamo in democrazia, non in una dittatura. Siamo per l’Ucraina senza se e senza ma. C’è l’Ucraina, uno stato aggredito, e c’è uno stato aggressore. Altra cosa è il popolo russo, con cui non siamo in guerra”, ha commentato invece il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. “La nostra non è assolutamente una scelta politica di parte, ma è una scelta che rivendichiamo come difesa della democrazia, della nostra democrazia”, ha concluso.

Il presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco con Chiara Camoni, Artista Padiglione Italia Biennale Arte 2026

“Al momento la linea dell’esecutivo appare ambigua: da una parte le dichiarazioni del ministro della Cultura Alessandro Giuli, dall’altra le decisioni e gli atti del presidente della Biennale, nominato dal governo stesso”, ha detto invece la capogruppo Pd in commissione cultura a Montecitorio Irene Manzi: “Per questo è necessario che il governo chiarisca ufficialmente, anche alla luce delle possibili ripercussioni sui finanziamenti europei e sulle relazioni culturali con i partner dell’Unione”.

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Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: “Conosciamo la fine di Hitler. Comprendiamo la fine di Putin. Trasformare in armi i festival sportivi, musicali, cinematografici e artistici - come la Biennale di Venezia - non aiuta mai. I russi inondano di propaganda qualsiasi evento culturale, ma stavolta non servirà”. Nei giorni scorsi la Biennale aveva chiarito che “qualsiasi Paese riconosciuto dalla Repubblica Italiana può partecipare se possiede un padiglione ai Giardini”.

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