Luchino Visconti ‘figlio’ della Scala: “Il teatro era tutt’uno con Milano”
Luchino Visconti alla Scala nl 1954 per La vestale
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SeguiciMilano - Luchino Visconti, alla Scala, ci era quasi nato. Il nonno, il duca Guido Visconti di Modrone, l’aveva riaperta dopo l’unica stagione saltata della sua storia, la 1897-98, quando i socialisti destinarono la “dote” comunale alle mense scolastiche. Uno zio, Uberto, fu il primo presidente del Museo teatrale; un altro, Guido Carlo, consigliere d’amministrazione. Il papà, Giuseppe, andava alla Scala per vedere gli spettacoli, non per vedere e farsi vedere.
Quindi, racconterà poi Luchino, quando portò a teatro dopo il matrimonio la moglie, la bellissima e ricchissima Carla Erba delle omonime pillole, chiuse a chiave la porta del suo palco, il 4 di primo ordine a sinistra, per evitare visite di cortesia che lo distraessero dall’opera: con grave disappunto della giovin signora.
Quel palchetto era pericolosamente vicino al proscenio e il piccolo Luchino fu segnato per sempre da un........
