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Chi svende il Paese per un po’ di Pil

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02.08.2026

Inutile menarla. Il re del Marocco, o il viceré, vai a saperlo, ha scatenato l’assalto a quel buco di territorio che è Ceuta, spingendo attraverso il confine migliaia di giovanotti in salute, convinto che quella striscia di Spagna in Africa spetti a lui da sempre. La manovra non è nuova. Quarantaquattro anni fa i generali argentini, assassini in divisa, provarono a portar via alla Gran Bretagna le Falkland, isole sperdute e piene di pecore. Sbagliarono donna: la signora Thatcher discese ai confini con la flotta, mandò a fondo l’incrociatore General Belgrano e con esso le illusioni di Buenos Aires, che si rifece anni dopo soltanto sui campi di calcio, con la mano de Dios. La lezione è semplice: i confini o si difendono o si perdono, e chi li tasta sta soltanto misurando quanto vali.

Ecco il punto che a Bruxelles fingono di non capire. Rabat non ha attaccato la Spagna: ha attaccato l’Unione Europea, perché quel reticolato africano è confine esterno dell’Unione esattamente come Lampedusa, e se il confine d’Europa è anche il nostro, è del tutto logico che Giorgia Meloni si arrabbi. Già nel 2021 aprì i cancelli: diecimila in due giorni, minorenni compresi. Il confine come arma, la carne umana come munizione. Un continente che vuole reggere la competizione mondiale o sta insieme anche........

© Il Giornale