I complottisti e lo sprezzo del ridicolo
Siccome «dove men si sa, più si sospetta», nelle prime convulse ore successive all’attentato a Sigfrido Ranucci, tra lo sgomento e l’eco orribile dalla parola «autobomba», era inevitabile fare congetture su chi ci fosse dietro. Del tutto evitabile - ma ancora entro i confini patologici di una politica imbevuta di cospirazionismo - erano le accuse velate al governo di aver ispirato i bombaroli, i «j’accuse» viscidi e le denunce a Bruxelles contro il «regime» liberticida. Brutto clima, attacchi meschini in........
