La partita dei rinvii e l'Iran senza fretta: il tempo come arma per sfinire l'America
Per ora Islamabad è una scacchiera vuota su cui si consuma una partita dei rinvii giocata tra guerra e pace, tra negoziato e ritorno alle armi. Un partita in cui il viaggio del vice presidente JD Vance non è ancora annullato, ma ufficialmente sospeso. Una partita basata sulla legge del più forte, l'America di Donald Trump, si misura con i sotterfugi di un regime in ginocchio, ma libero dai condizionamenti dell'opinione pubblica. E svincolato dai tempi delle democrazie. Una partita in cui la posta in gioco sono i 450 chili di uranio arricchito al 60 per cento ancora in mani iraniane e il controllo dello stretto di Hormuz bloccato da mine e barchini dei pasdaran.
Per chiudere i giochi e proclamare vittoria, The Donald deve farsi consegnare il nucleare e riaprire lo Stretto. Ma la partita........
