Utile il giro di vite sui reati. È un messaggio dello Stato che funziona da deterrente
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Dicono che i decreti sulla sicurezza facciano aumentare la criminalità: ed è vero. Basta annunciare un giro di vite e i numeri sembrano peggiorare, come è successo anche dopo i fatti di Torino, quando agli scontri sono seguite denunce e una pressione per nuove leggi: da giorni si parlava di fermo per soggetti a rischio e di nuove regole per cortei e occupazioni, ma non è roba nata ieri, erano nell'arsenale del Governo. Aumentare i reati, si diceva; per prima cosa: non sono reati, bensì denunce. È in base al numero di denunce che i dati vengono sbandierati. Se crescono le denunce, a parità di comportamenti reali, cresce la criminalità nei dati, e questo succede quando lo Stato rafforza i controlli: le denunce aumentano fisiologicamente. Accade con altri reati (violenza domestica, evasione fiscale) quando dei comportamenti che prima venivano tollerati, o minimizzati, ora vengono segnalati non perché nuovi, ma perché non sono più considerati «normali» o proibiti «ma non tanto». Nella criminalità giovanile vale per violenza, minacce, lesioni, danneggiamenti e porto di coltelli: d'un tratto i numeri portano a un'emersione che non per forza significa esplosione, e il primo equivoco nasce da questo........
