Perché la vittoria non è negoziabile
Forse domenica i bambini israeliani, su e giù nei rifugi in queste due settimane, torneranno a scuola nelle zone meno pericolose, paradossalmente nelle vicinanze di Gaza. Quella zona ormai è ripulita dal rischio, durato decenni, dei missili di Hamas che, uno dei proxy di Teheran, aveva fatto dei bombardamenti una costante della vita della zona, un prodromo del 7 ottobre 2023 per distruggere lo Stato Ebraico: Hamas adesso non spara più, e anche gli Houthi non si sentono; invece ferve lo scontro con gli Hezbollah e Israele affronta anche questo pericolo per lasciar vivere in pace la gente che sul confine nord non dorme da decenni, tormentata su incarico iraniano.
Una grande rivoluzione........
