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Il primato dell'ipocrisia

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09.02.2026

Lo ammetto. Sono sconcertato. E lo affermo con sincero rammarico, perché a una certa età si dovrebbe essere vaccinati contro l'indecenza. E invece no. Quello a cui abbiamo assistito in questi giorni supera perfino le più pessimistiche aspettative. Attenzione. Non mi riferisco soltanto a quanto accaduto a Torino, dove agenti delle forze dell'ordine sono stati presi a martellate da gruppi organizzati di violenti, ma a ciò che è seguito dopo. Qualcosa di ancora più grave. Ancora più rivelatore. I cori non si sono levati in difesa dei poliziotti aggrediti, bensì a favore di chi li ha picchiati. E contro lo Stato. Contro il governo. Accusato, manco a dirlo, di fascismo. È una scena che definire oscena è poco. Davanti a un attacco diretto allo Stato e alla democrazia, davanti a uomini in divisa feriti mentre svolgono il loro dovere, oltre cento, la sinistra trova il modo di indignarsi non contro la violenza, ma contro chi prova a contenerla. Se questa non è follia ideologica, cos'altro dovrebbe esserlo?

Tuttavia, il vero capolavoro dell'ipocrisia lo abbiamo visto alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Una rappresentazione plastica di........

© Il Giornale