Il comitato delle bugie
La campagna per il referendum è alle battute finali. Le ultime ore sono decisive. Ma che cosa abbiamo visto in queste settimane? Una progressiva falsificazione della posta in gioco; una falsificazione sistematica con un obiettivo molto semplice: far sì che la gente non capisca e dunque non voti, lasciando la mano libera a chi preferisce che tutto resti com'è.
Due episodi spiegano bene il clima di questa campagna.
Il primo riguarda Goffredo Bettini, vecchia volpe del Partito comunista, che tra una stagione romana e una svernata thailandese ha pensato bene di uscire dall'imbarazzo con una confessione singolare. Bettini ha ammesso pubblicamente di essere da sempre favorevole alla separazione delle carriere tra magistrati. Non solo lui; anche Massimo D'Alema lo è stato a lungo. Per decenni quella riforma è stata considerata a sinistra la Migliore, quasi come Togliatti. Non c'è bisogno di essere politicamente affini per essere ragionevoli, evitando che pubblici ministeri e giudici condividano lo stesso percorso professionale, finendo inevitabilmente per essere, parlando con il dovuto rispetto, culo e camicia.
Eppure Bettini voterà contro. Lo ha dichiarato per iscritto, dando la linea ai compagni con un articolo sull'Unità del 20 gennaio con disarmante faccia tosta: il referendum da quel dì doveva essere un sì o un no a Giorgia........
