Fermarsi per la strage non serve a niente
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Gentile Direttore Feltri, a fronte delle decine di morti nella strage della notte di Capodanno, in Svizzera è stato proclamato il lutto nazionale. Ma anche il giorno della tragedia gli impianti sciistici risultavano aperti e attivi, così negozi e strutture ricettive varie. Hanno perso la vita giovanissimi in modo terribile. Non sarebbe stato il caso di fermare tutto?
Rosa Polito
Cara Rosa, capisco la tua domanda e capisco anche l'istinto: davanti a una strage viene naturale pensare che fermarsi sia la forma più alta di rispetto. Ma è proprio qui che si annida l'equivoco: il lutto non è uno stop generale imposto dall'alto, e soprattutto non deve trasformarsi in una punizione collettiva, in una recita forzata del dolore. Partiamo dai fatti, perché senza i fatti si fa soltanto teatro. In Svizzera, dopo la tragedia della notte di Capodanno a Crans-Montana, un incendio nel locale Le Constellation, è stato proclamato il lutto nazionale. Le autorità e i media parlano di circa 47 vittime. Si tratta di decine di ragazzi morti e oltre un centinaio di feriti. Per quanto riguarda gli italiani, l'aggiornamento diffuso........
