Scarpe e martello
Hanno lo stesso cognome, Salis, la stessa specialità, il martello, anche se svolta in modo del tutto diverso. La prima, Ilaria, faceva parte - secondo i giudici ungheresi che non hanno potuto processarla grazie all'immunità garantitale dall'Europarlamento - di una banda, appunto la banda del martello, che con quell'oggetto inseguiva presunti nazisti per le strade di Budapest in scarpe da ginnastica e abiti adatti alla caccia all'uomo. La sua omonima Silvia, affascinante neo sindaco di Genova, è invece campionessa olimpica di lancio del martello, secondo i regolamenti internazionali
che mai ha violato. Ultimamente poi le unisce un'altra similitudine: entrambe sembrano avere smania di cambiare residenza. E anche stavolta con stili differenti. La prima, Ilaria, l'ha fatto in gran segreto il giorno dopo che Il Giornale aveva rivelato l'ipotesi di un legame stabile con il suo portaborse Ivan Bonnin, vietato dalle normative Ue per evitare parentopoli con fondi pubblici. La seconda, da Genova guarda al centro di Roma, a quel Largo del Nazareno dove ha sede l'ufficio di Elly Schlein, la leader del Pd che ormai in molti dentro il partito vorrebbero sostituire
con una figura meno appiattita sulle tesi radicali della Salis di Avs.
Alleanza verdi sinistra (Avs)
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