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Compagni (di scuola)

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31.03.2026

Visto che tanto i nuovi anarchici che hanno perso la mano con gli ordigni si fanno esplodere da soli risolvendoci i vecchi problemi che ci davano i loro antenati bombaroli professionisti. E visto anche che a sinistra hanno trovato un sistema per chiedere le dimissioni di gente che non è stata ancora condannata (vedi Daniela Santanchè) e di chiedere, invece, l'elezione con immunità incorporata per i loro compagni che sono a processo con gravi imputazioni (vedi Ilaria Salis), i giudici possono riempirci la scuola di delinquenti. Tanto di gente con il coltello le classi sono già piene, di metal detector non si può nemmeno parlare perché altrimenti lo Stato è fascista, squadrista, autoritario e, quindi, cosa cambia rispedirci un drappello di teppisti dei centri sociali, iscritti alle reti studentesche di area anarchica, per cui perfino i pubblici ministeri avevano chiesto gli arresti domiciliari? Ci spiega il gip che devono andare a scuola; forse, penso io, ci dovevano andare prima di imparare da qualche altra parte che le proprie ragioni si affermano con le spranghe.

È anche vero che la scuola, perdonatemi il luogo comune, è in mano alla sinistra da decenni e che in questi ultimi mesi si è radicalizzata e quindi doveva mandare in gita alla stazione di Milano questi piccoli guerriglieri da piazza per fare training in vista della prossima manifestazione pro Hamas o pro Maduro o pro Iran, per bruciare le foto di Giorgia Meloni e mettere i cappi

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