Tardiva scoperta su conti e decimali
C'è una categoria del giornalismo italiano che riesce nell'impresa di smentire se stessa nel giro di pochi giorni senza provare il minimo imbarazzo. Fino a ieri l'uscita anticipata dell'Italia dalla procedura Ue per deficit eccessivo veniva trattata come una fisima propagandistica del governo e del Giornale: una battaglia «sul decimale», un esercizio contabile buono per alimentare il sovranismo da talk show. Guai a sostenere che quel passaggio fosse decisivo per consolidare la credibilità finanziaria del Paese e restituire margini di manovra alla politica economica in un momento delicato per l'economia europea. No: secondo i sacerdoti dell'ortodossia eurocratica, lo 0,1% era irrilevante, quasi ridicolo. E chi osava contestare l'incaponimento burocratico dell'Istat o ricordare che la Ragioneria dello Stato aveva già fornito numeri diversi e più aggiornati veniva trattato come un pericoloso bestemmiatore dei dogmi statistici di Bruxelles.
Poi, improvvisamente, ecco il miracolo. Gli stessi giornali che ironizzavano sulla «guerra del decimale» oggi aprono paginate solenni - si veda la Stampa di ieri - sulla importanza strategica dell'uscita dalla........
