NAZA, l'agghiacciante documentario su Gaza Un Maigret troppo debole per piacere
“NAZA” è un film agghiacciante. Punto. È anche un’opera di cui tutti si sentono autorizzati a parlarne, anche senza averla vista. Ora questo documentario, che ha già fatto discutere prima, durante e dopo la Mostra, dove ha vinto il Premio Speciale, quando in molti si attendevano il Leone d’oro (un po’ come l’anno scorso a “La voce di Hind Rajab”, in verità Gran Premio), esce al cinema, come evento, nei giorni 28-29-30 settembre. C’è quindi la possibilità di vederlo e di poterne parlare, senza supporre quello che racconta e come lo racconta. Noto a tutti, comunque, è che dall’alto di un grattacielo di Tel Aviv, i due registi Yuval Abraham e Rachel Szor, già coautori con altri due colleghi del premio Oscar “No other land”, ascoltano le testimonianze, alterate nelle voci affinché non possano essere riconosciute, di ufficiali, tecnici e soldati israeliani delle Forze di Difesa Israeliana, che hanno partecipato alle azioni di intervento mirato sulla striscia di Gaza, atte ad eliminare, secondo il governo di Netanyahu, il terrorismo palestinese, in realtà provocando anche la morte di numerose vittime civili, non solo accidentalmente presenti nei luoghi dei bersagli. Tali racconti chiariscono le strategie d’azione. Di come attraverso la geolocalizzazione dei cellulari........
