Putin non ci ha spezzati. Il filmato di Zelensky
Quattro anni di resistenza ostinata che hanno ispirato il mondo: una lotta fatta di coraggio e dignità. Con gli occhi stanchi ma con la schiena dritta. Ma soprattutto con la consapevolezza di non essersi arresi
Von der Leyen a Kyiv: "Non ci arrenderemo finché non ci sarà una pace alle condizioni dell'Ucraina"
Von der Leyen a Kyiv: "Non ci arrenderemo finché non ci sarà una pace alle condizioni dell'Ucraina"
Papa Leone col cuore a Kyiv
Papa Leone col cuore a Kyiv
La guerra contro l'Ucraina 2014-2022-2026
La guerra contro l'Ucraina 2014-2022-2026
Cari ucraini, oggi ricorre esattamente il quarto anniversario da quando Vladimir Putin diede inizio alla sua “operazione di tre giorni” per prendere Kyiv. E questo, di per sé, dice molto della nostra resistenza, di come l’Ucraina abbia combattuto in tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni di persone, un coraggio immenso, un lavoro incredibile, una resistenza ostinata e il lungo cammino che il nostro paese percorre dal 24 febbraio 2022. Questo ufficio – questa piccola stanza nel bunker di via Bankova – è il luogo dove ho tenuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Joe Biden, e proprio qui ho sentito: “Volodymyr, c’è una minaccia. Devi lasciare subito l’Ucraina. Siamo pronti ad aiutarti”. E io risposi: “Ho bisogno di munizioni, non di un passaggio”. Non perché fossimo senza paura o fatti d’acciaio – siamo esseri umani, e quel giorno tutti noi, tutti gli ucraini, abbiamo provato paura e dolore; molti erano sotto choc, molti non sapevano cosa dire. Ma a un livello invisibile, tutti sapevamo che non abbiamo un’altra Ucraina, che questa è la nostra casa, e tutti capimmo cosa dovevamo fare. Quella fu la scelta. La scelta che milioni di ucraini fecero allora. Il nostro popolo non alzò bandiera bianca: difese quella blu e gialla. E gli occupanti, che pensavano di essere accolti da folle con fiori in mano, videro invece file ai centri di reclutamento. Il popolo scelse la resistenza. I nostri soldati resistettero, e i civili difesero città e villaggi, strade e cortili. Persone comuni, formando veri e propri muri umani, fermarono colonne di mezzi militari, e tutti insieme mostrarono alla Russia smarrita l’unica strada giusta. Tutti capirono che ogni domani andava conquistato. L’Ucraina doveva resistere – lo stato doveva rimanere in piedi a ogni costo. E nonostante tutto, il paese doveva continuare a funzionare. Molto venne fatto qui: non avevamo mai mostrato questo luogo prima – ora è vuoto, ma all’inizio della guerra c’erano centinaia di persone. Io lavoravo qui, poi salivo per parlare a voi, al popolo. Qui era la squadra, il governo, il coordinamento quotidiano con l’esercito, le telefonate, la ricerca di soluzioni – tutto ciò che serviva perché l’Ucraina potesse resistere. Dovevamo far arrivare le armi. Portare medicine e cibo nelle città assediate. Salvare la vita per cui l’Ucraina combatte con tanta ostinazione. E, per dire la verità, a volte i toni erano duri – ogni pacchetto di aiuti, ogni sanzione contro la Russia, ogni consegna di armi andava conquistata. Abbiamo dovuto lottare con le unghie e con i denti per la fiducia nell’Ucraina, per far sì che il mondo si schierasse al nostro fianco. Questo fu il messaggio chiave dei nostri appelli ai paesi europei, al Congresso degli Stati Uniti, ai parlamenti del mondo, e........
