“I social creano dipendenza”, la sentenza contro Meta e Google
Secondo il tribunale di Los Angeles, l'azienda di Mark Zuckerberg e Alphabet hanno intenzionalmente creato piattaforme che catturano attenzione, tempo, risorse emotive. Il precedente avrà moltissime implicazioni per le centinaia di casi simili che sono discussi nei tribunali americani
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I social creano dipendenza, ha stabilito una giuria di Los Angeles, dando ragione – e risarcimento – a una giovane donna che ha fatto causa a Meta e a Google perché quando era piccola è diventata dipendente dai social media, danneggiandole la stabilità mentale. Meta, proprietaria di Instagram, Facebook, WhatsApp, e Google con YouTube, hanno, secondo il tribunale, intenzionalmente creato queste piattaforme che catturano attenzione, tempo, risorse emotive: a Kaley, così è conosciuta la donna, sono stati riconosciuti 3 milioni di dollari di risarcimento – un precedente che avrà moltissime implicazioni per le centinaia di casi simili che sono discussi nei tribunali americani. La giuria ha ritenuto che Meta è responsabile al 70 per cento del danno subìto mentre YouTube al 30, il che significa che pagherà la maggior parte del risarcimento a Kaley.
I danni punitivi devono ancora essere decisi, ma potrebbero arrivare fino a 30 milioni di dollari. Gli avvocati di Meta hanno sostenuto che, nonostante Kaley avesse sofferto nella sua vita, il suo utilizzo di Instagram non avesse né causato né contribuito in modo significativo a questo dolore e difficoltà. In una dichiarazione, Meta ha affermato: “Siamo rispettosamente in disaccordo con il verdetto e stiamo valutando le nostre opzioni legali”. Mark Zuckerberg aveva testimoniato a febbraio insistendo sulla policy aziendale che impedisce ai ragazzi che hanno meno di 13 anni di accedere alle sue piattaforme; quando gli era stato dimostrato che non è così – la stessa Kaley era su Instagram dall’età di 9 anni – Zuckerberg aveva risposto di “aver sempre desiderato” una maggiore velocità e precisione di questi accertamenti. Il verdetto a Los Angeles è arrivato il giorno dopo che una giuria del New Mexico ha ritenuto Meta responsabile del modo in cui le sue piattaforme mettono in pericolo i bambini e li espongono a materiale sessualmente esplicito e al contatto con predatori sessuali.
