menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Dentro il modello norvegese

15 63
22.02.2026

Non solo Klæbo: il dominio atletico della Norvegia sta andando oltre lo storico recinto degli sport invernali. La cultura sportiva norvegese è radicata in un preciso fondamento giovanile, garantito da una sorta di carta costituzionale dello sport, il Children’s rights in sports, creata nel 1987

Gli ori delle donne, il sorriso di Brignone: ai Giochi vince l'ottimismo

Gli ori delle donne, il sorriso di Brignone: ai Giochi vince l'ottimismo

L'oro che ritorna: l'Italia dell'inseguimento vent'anni dopo è ancora leggenda

L'oro che ritorna: l'Italia dell'inseguimento vent'anni dopo è ancora leggenda

Lo sport possiede una natura particolare. La sua magia spettacolare e rituale si produce attraverso la cosa più arcaica che abbiamo, i nostri corpi, che nelle varie componenti cellulari raccontano la storia della vita sulla Terra e i suoi tempi dilatati e quasi infiniti. Allo stesso tempo, alcuni di questi corpi vengono vissuti come proiezioni di futuri possibili, anticipazioni di tempi a venire. Ci affascinano alcune prestazioni e alcuni successi proprio perché vi scorgiamo queste trasformazioni biologiche, attraverso le fisionomie superomistiche di campioni e campionesse. Da questo punto di vista, stiamo indubbiamente vivendo nel secolo atletico norvegese, e le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 ne sono una conferma. Più dell’aspetto quantitativo, con un dominio nel medagliere invernale che va avanti da ormai tre edizioni, aiutato anche dall’assenza della Russia, a colpire della Norvegia sportiva sono state infatti in queste settimane alcune immagini iconiche.

Ad esempio i passi sugli sci con cui l’ultraolimpionico Johannes Høsflot Klæbo ha azzannato le ripide salite della pista di fondo di Tesero al ritmo apparentemente extra-mondo di 3’20’’ al km, che hanno trasmesso un senso di........

© Il Foglio