Agli ayatollah non piace il Leone prudente
L'ayatollah Damad, che Benedetto XVI invitò al Sinodo sul medio oriente del 2010, chiede al Pontefice di alzare la voce contro gli alleati "del regime sionista" responsabili "del bombardamento di scuole e asili" e del "martirio della Guida Suprema"
Il cardinale di Chicago attacca Trump, ma in America aspettano che parli il Papa
Il cardinale di Chicago attacca Trump, ma in America aspettano che parli il Papa
Il Papa e l'ayatollah: la sacra (e strana) alleanza
Il Papa e l'ayatollah: la sacra (e strana) alleanza
La cautela di Leone XIV sull'escalation in Iran
La cautela di Leone XIV sull'escalation in Iran
Roma. Fin dalle ore successive all’attacco israelo-americano, dall’Iran si è cercata una sponda con il Vaticano. Il primo a parlare era stato l’ambasciatore presso la Santa Sede, Mohammad Hossein Mokhtari, che aveva chiesto in modo esplicito una condanna da parte del Papa. Leone XIV, all’Angelus del giorno dopo, si era ben guardato dall’accettare il suggerimento del diplomatico iraniano: ha parlato sì della guerra, deplorandola, ma ha evitato di andare allo scontro frontale con Trump e Netanyahu. Da decenni, fin da quando Khomeini respinse quanti del suo entourage gli suggerivano di tagliare ogni canale di dialogo con i “crociati” romani, la Santa Sede ha rappresentato per Teheran un’utile via di fuga all’isolamento internazionale. Non a caso è una delle rappresentanze diplomatiche con più personale accreditato oltretevere. Segno che ai rapporti con il........
