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La Russia non vede l'ora che l'Arctic Metagaz distrutta dagli ucraini diventi un disastro

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20.03.2026

La nave gasiera alla deriva davanti a Tripoli, nei pressi del gasdotto Greenstream che rifornisce l'Italia. Come la Libia è diventata terreno di scontro fra Mosca e Kyiv a colpi di traffici di armi e fake news

C’è una “bomba a orologeria pronta a esplodere” nel Mediterraneo, ha avvisato qualche giorno fa un portavoce del nostro ministero degli Esteri sentito dalla Cnn. Questa bomba si chiama Arctic Metagaz, una nave gasiera della flotta ombra russa colpita lo scorso 3 marzo da “droni marittimi e aerei in acque neutrali”, secondo quanto dichiarato dal ministero degli Esteri di Mosca, a circa 168 miglia nautiche a sud-est di Malta. I principali indiziati ad avere lanciato l’attacco sono gli ucraini che in segreto operano nella Libia occidentale. E mentre la Russia accusa Kyiv, i governi di Italia, Malta e Libia si rimpallano le responsabilità della messa in sicurezza di questo gigante di 280 metri di lunghezza. Mosca osserva da vicino, seguendo la nave con la Jupiter, una petroliera che si tiene a distanza di sicurezza. “Visti i rischi ambientali e per le infrastrutture, l’interesse dei russi è che qualcosa vada storto per accusare gli ucraini del disastro”, spiega al Foglio una fonte libica. 

#ArcticMetagaz Update position2026-03-18 34 20N 013 15E *76 NM SSE Lampedusa107 NM SW Malta85 NM N Tripoli* Source: Malta Radio OA99 navigational warning navtex.OSINT data-map SCA/RR#Malta #Lampedusa #Libya #Libia #MARPOL #BARCOM https://t.co/ql6qbJL3Ml pic.twitter.com/ECC4kMgJis— Sergio Scandura (@scandura) March 18, 2026

#ArcticMetagaz Update position2026-03-18 34 20N 013 15E *76 NM SSE Lampedusa107 NM SW Malta85 NM N Tripoli* Source: Malta Radio OA99 navigational warning navtex.OSINT data-map SCA/RR#Malta #Lampedusa #Libya #Libia #MARPOL #BARCOM https://t.co/ql6qbJL3Ml pic.twitter.com/ECC4kMgJis

L’Arctic Metagaz contiene gas pronto a esplodere da un momento all’altro, perché la nave non è più operativa e i sistemi criogenici che lo mantenevano a temperature di circa 160 gradi centigradi sotto........

© Il Foglio