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Il fronte dell'estremo oriente russo

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24.02.2026

Il Cremlino chiude al dialogo con Tokyo sui Territori del nord, le quattro isole amministrate da Mosca, militarizzate e russificate da Putin. La Russia è ormai allineata alla Cina pure sulla propaganda antigiapponese

L’asse del disordine globale vede diverse linee convergere, e nella regione dell’Indo-Pacifico il Giappone è sempre più al centro di una tripla vulnerabilità: la mobilitazione che arriva da Pechino, i segnali ostili che arrivano  da Mosca e da Pyongyang. Shikotan, un’isola di circa 225 chilometri quadrati fra l’estremo nord del Giappone e l’Estremo oriente russo, è il simbolo della guerra ibrida su più fronti che Russia e Cina conducono, in modi diversi, contro Tokyo.

Per un occidentale, arrivare a Shikotan è praticamente impossibile, e non solo per il clima ostile. Fa parte della catena di quattro isole che Tokyo chiama Territori del nord, nella prefettura di Hokkaido, che comprendono anche le maggiori Iturup, che i giapponesi chiamano Etorofu; Kunashir, che i giapponesi chiamano Kunashiri; e il gruppo di isolette inabitate Habomai. Tutte sono amministrate dalla Russia sin dalla fine della Seconda guerra mondiale come parte delle Curili meridionali, sebbene alcuni documenti storici (e trattati  firmati da Mosca e Tokyo) dicano chiaramente che la sovranità dei quattro territori sia giapponese. Ma anche per via di quei territori strategici, dopo la fine della Seconda guerra mondiale Russia e Giappone non hanno mai firmato formalmente un trattato di pace. Soprattutto negli ultimi decenni, il governo giapponese ha cercato più volte di risolvere la questione direttamente con il Cremlino, che però nel frattempo ha militarizzato e russificato le isole, un tempo abitate e culturalmente legate all’etnia Ainu, quella autoctona........

© Il Foglio