L’attacco all’Iran secondo Israele. Le condizioni e gli obiettivi
A Ginevra nessun passo avanti su arricchimento dell’uranio, repressione e rete dei proxy. Il Pentagono studia scenari d’attacco, con il possibile coinvolgimento di Tel Aviv. Le voci degli analisti israeliani esperti nei rapporti strategici con gli Stati Uniti
Tel Aviv. Mentre l’altro ieri alla Casa Bianca veniva inaugurato l’inizio dei lavori per il “Board of Peace”, il comitato internazionale che dovrebbe delineare e garantire la ricostruzione strutturale e politica della Striscia di Gaza, rimangono ancora criptiche le posizioni di Washington nei confronti di un possibile attacco a Teheran, dove il regime non ha provato a spostare di un millimetro le proprie posizioni negoziali. Né riguardo all’accordo sul nucleare, obiettivo cruciale per l’attuale Amministrazione americana, tanto meno riguardo alla rinuncia al riarmo di missili balistici, questione di portata esistenziale per Israele. Ieri il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in un’intervista al programma dell’emittente americana Msnbc “Morning Joe”, ha sostenuto che i due negoziatori di Trump, Jared Kushner e Steven Witkoff, non avrebbero chiesto come condizione di fermare l’arricchimento dell’uranio.........
