Le cinque bufale di Pd, M5s e Avs sul referendum sulla giustizia
Magistrati indeboliti, il pericolo dei decreti attuativi, il sorteggio come strumento antidemocratico, l'Alta Corte controllata dalla politica e il pm super poliziotto. Tutti gli slogan dell'opposizione che non hanno aderenza con la realtà
Il processo alle intenzioni al referendum sulla giustizia
Il processo alle intenzioni al referendum sulla giustizia
La sfida del 2027 passa da qui: perché il referendum sulla giustizia può cambiare la leadership della sinistra
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Il fatto è, caro Pd, che le procure hanno fatto e disfatto la nostra politica. Vale la pena di tornare a 30 anni fa
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Si chiude una campagna referendaria segnata da toni accesi e contrapposizioni nette. Ma accanto al confronto nel merito, non sono mancate semplificazioni e ricostruzioni controverse. Molte critiche avanzate dal fronte del No, infatti, vengono contestate da giuristi ed esperti. Ecco un’analisi delle principali accuse per capire cosa prevede davvero la riforma.
"L'obiettivo della riforma è indebolire l'autonomia della magistratura", dice il Pd
Alla base di questa accusa, scritta nelle slide del sito del Pd dove sono elencati i motivi per cui votare No, ci sarebbe la volontà del governo di sottoporre il pubblico ministero (pm) all'esecutivo. La segretaria del Pd Elly Schlein ha detto esplicitamente che la riforma avrà come conseguenza la sottoposizione del pm al governo. Questa tesi non trova fondamento nel testo della riforma. Augusto Barbera, ex presidente della Corte Costituzionale e cinque volte parlamentare per il Pci, nel libro intervista del Foglio uscito il 21 febbraio a cura di Ermes Antonucci, dice che il testo della riforma "non solo conferma le garanzie di autonomia e indipendenza per la magistratura previste dalla Costituzione vigente, ma le rafforza, perché esclude la possibilità che si possa incidere sulle garanzie di indipendenza dei pm con la legge ordinaria, imponendo invece il ricorso alla legge costituzionale. Qualunque norma che, entrata in vigore la riforma, dovesse attentare a quella indipendenza, dovrebbe essere sanzionata dalla Corte Costituzionale".
Attualmente, l'articolo 104 della Costituzione stabilisce che "la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere". La riforma Nordio aggiunge a questa frase la seguente espressione: "Ed è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente". Proprio come dice Barbera: una conferma di quanto oggi sta scritto e un rafforzamento delle garanzie di autonomia e indipendenza del pm.
L'ex Guardasigilli Martelli: “L'Anm è il cancro della magistratura. Vassalli voleva le carriere separate”
Altro che intimidazioni, ad avere più poteri con la riforma Nordio sono pm e capo dello stato
Quella della giustizia è una riforma inevitabile, mia cara sinistra
"Le conseguenze concrete della riforma dipenderanno dalle leggi successive". L'allarme del M5s
Se dovesse vincere il Sì, alcuni aspetti della riforma dovranno trovare completamento attraverso i decreti attuativi. Quest'ultimi definiranno i dettagli operativi del nuovo sistema (come peraltro già avviene........
