Pietro Tatarella, il candidato che non c'è ma che sarebbe un' idea
Da predestinato di talento in Forza Italia al calvario giudiziario (super assolto). Serio, capace, popolare
Pietro Tatarella non è nel novero dei papabili candidati sindaco di Milano. Nessuno lo ha proposto, lui non si è proposto. Ma qualcuno, probabilmente, avrebbe dovuto. O ancora avrebbe tempo per pensarci. Perché ha l’identikit del candidato sindaco perfetto che il centrodestra sogna ma non trova. E’ onesto: qualità accertata da due assoluzioni e contro l’orda di mascalzoni giustizialisti che non è riuscita ad abbatterlo. E’ un liberale moderato, è un politico di valore e un profondo conoscitore dell’attività amministrativa. In più, dopo la vicenda giudiziaria, che lo ha visto in isolamento per oltre 45 giorni, i suoi social sono diventati uno dei pochi posti in cui si possono leggere riflessioni intelligenti sulla città punteggiate da centinaia di commenti e migliaia di visualizzazioni. Del resto Pietro Tatarella ha sempre dato del tu al consenso.
Classe 1983, mamma calabrese di Reggio e papà pugliese di Foggia, è un milanese puro di Baggio: nessuna parentela con Pinuccio. In politica ci arriva con il primo contest politico della storia. Archeologia, ma divertente. E’ il 2005 e c’è Formigoni candidato presidente di Regione ad Antenna 3. Annuncia di voler lasciare un posto in lista per un under 25 e, in sovrimpressione appare un numero di telefono. Tatarella chiama e si presenta in........
