menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Pietro Tatarella, il candidato che non c'è ma che sarebbe un' idea

18 15
22.02.2026

Da predestinato di talento in Forza Italia al calvario giudiziario (super assolto). Serio, capace, popolare

Pietro Tatarella non è nel novero dei papabili candidati sindaco di Milano. Nessuno lo ha proposto, lui non si è proposto. Ma qualcuno, probabilmente, avrebbe dovuto. O ancora avrebbe tempo per pensarci. Perché ha l’identikit del candidato sindaco perfetto che il centrodestra sogna ma non trova. E’ onesto: qualità accertata da due assoluzioni e contro l’orda di mascalzoni giustizialisti che non è riuscita ad abbatterlo. E’ un liberale moderato, è un politico di valore e un profondo conoscitore dell’attività amministrativa. In più, dopo la vicenda giudiziaria, che lo ha visto in isolamento per oltre 45 giorni, i suoi social sono diventati uno dei pochi posti in cui si possono leggere riflessioni intelligenti sulla città punteggiate da centinaia di commenti e migliaia di visualizzazioni. Del resto Pietro Tatarella ha sempre dato del tu al consenso.

Classe 1983, mamma calabrese di Reggio e papà pugliese di Foggia, è un milanese puro di Baggio: nessuna parentela con Pinuccio. In politica ci arriva con il primo contest politico della storia. Archeologia, ma divertente. E’ il 2005 e c’è Formigoni candidato presidente di Regione ad Antenna 3. Annuncia di voler lasciare un posto in lista per un under 25 e, in sovrimpressione appare un numero di telefono. Tatarella chiama e si presenta in........

© Il Foglio