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Cinque semplici ragioni, senza troppi tecnicismi, per cui votare Sì

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21.03.2026

Un giudice davvero terzo, meno errori giudiziari, magistratura libera dal correntismo, toghe più responsabili e una giustizia più efficiente

Ci sono tante ragioni per cui votare Sì al referendum sulla riforma Nordio. Ne illustriamo cinque, senza scendere troppo nel tecnicismo (rimandando per i dettagli ai numerosi interventi di giuristi, magistrati, intellettuali e politici raccolti in precedenza su queste pagine).

Un giudice davvero terzo

Oggi il giudice appartiene alla stessa categoria del pubblico ministero, cioè dell’accusatore. Questo significa che tutte le decisioni che riguardano la sua carriera (come trasferimenti, nomine e valutazioni di professionalità) vengono adottate da un Consiglio superiore della magistratura nel quale siedono anche i pm. Una commistione illogica, che genera inevitabili condizionamenti. La separazione delle carriere, con la creazione di due diversi Csm (uno per i giudici e uno per i pm) consentirà finalmente di affermare a pieno il principio costituzionale della terzietà del giudice e del giusto processo: il cittadino avrà la serenità di entrare in un’aula di giustizia sapendo che il giudice non appartiene più alla stessa categoria del pubblico accusatore, e quindi sarà libero da qualsiasi condizionamento.

  Meno errori giudiziari

Proprio in virtù........

© Il Foglio