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Quelle montagne senza oro: la lunga attesa della Spagna

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20.02.2026

Prima di Oriol Cardona Coll, solo un mito dello sci iberico come Ochoa aveva primeggiato alle Olimpiadi. Cambierà la geografia dello sport spagnolo? Presto per dirlo. Là, come del resto in Italia, non si parla di sci, pattinaggio e hockey tutto il giorno. Anzi, come qua, il pallone occupa quasi tutta la giornata degli appassionati. Eppure le montagne non mancano, e nemmeno gli sciatori

La Spagna non era abbastanza piccola e geograficamente improbabile per essere annoverata tra le nazioni minori dei Giochi di Milano-Cortina 2026, ma fino a ieri mattina il comitato olimpico iberico contava appena 5 medaglie negli sport invernali. Meno del Liechtenstein per intendersi.

Poi in un quarto d’ora la storia è cambiata sulla neve di Livigno. Merito di un nuovo sport, lo scialpinismo, che ha regalato prima un bronzo e poi un oro che mancava addirittura dal 1972.

Un paese con tante montagne

Trentasei stazioni sciistiche, oltre cinque milioni di giornate di sci vendute ogni stagione, investimenti per 66 milioni di euro nell’ultima stagione e un fatturato che sfiora i 154 milioni di euro con l’impiego di circa tremila addetti. Gli impianti vanno da Baqueira Beret nei Pirenei, dove sciare costa quanto a Cortina e l’après ski si fa in aranese, fino a Sierra........

© Il Foglio