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Nel mirino di Terragni la Pas, le terapie di riunificazione e la bigenitorialità forzata: «Le relazioni affettive non possono essere sottoposte a coercizione»

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29.01.2026

Gli allontanamenti dei minori devono restare un’extrema ratio, essere eseguiti dai Servizi sociali e mai dalle forze dell’ordine se non in casi limite, e interrotti qualora il bambino si opponga. Soprattutto, il minore deve essere ascoltato, perché è un soggetto portatore di diritti. È questo il cuore del documento presentato ieri dall’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, presieduta da Marina Terragni, che ha diffuso un vademecum per fare chiarezza su un tema tornato al centro del dibattito dopo la recente vicenda della “famiglia nel bosco”, ma già esploso nel 2019 con il caso Bibbiano.

All’epoca si assistette ad una demonizzazione dei Servizi e dell’istituto dell’affido, grazie alle distorsioni mediatiche di una vicenda giudiziaria che non ha retto alla prova dei Tribunali. Le conseguenze sono state pesantissime, tant’è che il numero delle famiglie disposte ad accogliere minori in difficoltà si è ridotto, con un conseguente aumento degli affidi nelle case famiglia, a loro volta demonizzate. Da lì anche la scrittura di una norma - la Roccella-Nordio - che punta a fare un censimento degli affidi, mantenendo, però, a parere di chi scrive, quella narrazione di fondo che vuole l’affido come un problema anziché come uno strumento di tutela.

Per la Garante si tratta di un intervento positivo, perché consente di fare «una fotografia di un mondo di cui oggi si sa troppo poco». Intervento al quale la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha lasciato intendere potrebbero seguire ulteriori iniziative legislative.

Alla luce delle norme vigenti, Terragni ha scelto di........

© Il Dubbio