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Le nuove misure attese in Consiglio dei Ministri dopo i fatti di Torino seguono lo stesso spartito: a dettare l’agenda legislativa è la cronaca

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03.02.2026

Se tutto è emergenza, nulla lo è. Si potrebbe riassumere così l’altalena politica che caratterizza il governo Meloni sin dal suo insediamento: una rincorsa affannosa a pacchetti Sicurezza che inseguono, di volta in volta, allarmi differenti. Dai rave party - i cui divieti non hanno prodotto reali effetti deterrenti - al decreto Caivano, dai reati ambientali alla gestione dei migranti, fino ai provvedimenti su viabilità, carceri e manifestazioni, la cronaca sembra dettare l’agenda legislativa.

Il nuovo pacchetto atteso mercoledì in Consiglio dei Ministri segue lo stesso spartito. Nato per contrastare la violenza minorile (nonostante i dati del Viminale smentiscano il picco emergenziale), il testo ha finito per inglobare misure contro il dissenso e gli stranieri, trovando nuova linfa negli scontri di sabato a Torino. Ogni settimana, dunque, un’emergenza diversa e chissà quale sarà la prossima. L’aggressione di sabato a un poliziotto è diventata l’occasione per Giorgia Meloni di dettare il “capo d’imputazione” alla magistratura - parlando esplicitamente di tentato omicidio, a prescindere da ogni verifica - e ammonirla a fare il proprio dovere, a differenza del passato. Cioè come nel caso dell’Imam di Torino, segnalato dalla Polizia come pericoloso ma ritenuto innocuo........

© Il Dubbio