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La scelta del Capo dello Stato di confermare la data del referendum accende forti tensioni, mentre il Csm scende in campo in difesa del Primo presidente D’Ascola

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10.02.2026

Sono infuocate le chat dei magistrati, dopo la scelta del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di firmare il nuovo quesito referendario senza imporre uno slittamento della data del voto. Una scelta compiuta su proposta del governo e definita dallo stesso Capo dello Stato «giuridicamente ineccepibile», accompagnata dall’invito a «rispettare» la Corte di cassazione, finita nelle ultime ore al centro di un’ondata di polemiche e attacchi personali dopo l’accoglimento del ricorso presentato da un comitato di 15 giuristi.

La principale novità della giornata riguarda proprio quel fronte: non ci sarà un ulteriore ricorso. A confermarlo è stato l’avvocato Carlo Guglielmi, che ha preso atto della decisione del Consiglio dei ministri di mantenere ferma la data del referendum. «Una scelta - ha dichiarato - che non tiene conto della volontà dei 546.463 firmatari di essere correttamente informati». Pur definendola una «forzatura», Guglielmi ha spiegato che la strategia del comitato non sarà più incentrata sul calendario, ma sull’esito della consultazione: «La battaglia non deve essere sulla data, ma sul merito del referendum. Anche questa vicenda contribuisce a far comprendere la necessità di difendere la nostra democrazia costituzionale». Un comunicato che evita lo scontro diretto con il Quirinale, che altrimenti verrebbe implicitamente messo in discussione.

Tuttavia,........

© Il Dubbio