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Raccolte 500mila firme in anticipo, ma il deposito slitta: pesa il ricorso e il nodo della data fissata dal governo

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19.01.2026

Le 500mila firme necessarie per indire il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia sono state raccolte in tempi record, con 15 giorni di anticipo sul termine del 30 gennaio. Il No non intende comunque presentarle in Cassazione subito. Aspetterà almeno sino al 28 gennaio, quando dovrebbe essere arrivata la sentenza del Tar del Lazio sul ricorso presentato dal Comitato per il No.

Nel fronte schierato per il No sembra circolare un sotterraneo malumore per la decisione del capo dello Stato di promulgare il referendum nella data indicata dal governo.

Dà voce a quegli umori un commento uscito ieri sul Fatto, che è un po' l' house organ del No, in cui neppure troppo fra le righe si accusa il capo dello Stato di non aver esercitato la funzione di controllo sulla costituzionalità dell’atto del governo ma la critica, pur se in sordina, è probabilmente più estesa.

In realtà in numerose occasioni, nei mesi scorsi, Mattarella aveva chiarito che il suo mandato gli consente di intervenire solo nei casi di manifesta incostituzionalità. Ove invece sussistano dubbi deve essere la Consulta a dirimerli.

Proprio per questo, ha sottolineato più volte il presidente, è fuorviante contrabbandare la sua firma come adesione ai vari provvedimenti adottati dai governi. Salvo casi di palese........

© Il Dubbio