Gli avversari politici coltivano la speranza di risolvere il “problema Trump” per via giudiziaria, ma per ora la pistola fumante non c'è
Tre milioni di pagine, duemila video, oltre 180mila fotografie: le cifre sono imponenti e come una nuvola nera incombono sul cielo della politica americana (e non solo), ma provando a districare i fatti dal gossip morboso la loro rilevanza penale per il momento resta incerta.
Sono i cosiddetti file Epstein, documenti legali, testimonianze e prove raccolte durante le indagini su Jeffrey Epstein il finanziere americano amico di vip e potenti, morto in carcere a New York nel 2019 (ufficialmente per suicidio) mentre era indagato per traffico sessuale di minorenni. La sua carriera è stata segnata da rapporti stretti con l’alta società, il mondo degli affari e dello spettacolo, e da condanne precedenti per abusi su minori. Il Dipartimento di giustizia statunitense ha diffuso i file in attuazione della legge votata dal Congresso lo scorso dicembre, firmata con riluttanza dal presidente Trump.
La pubblicazione è stata lenta, frammentaria e ha fatto largo uso di documenti secretati; parti intere di testi, nomi, date e passaggi cruciali risultano illeggibili, mentre altri materiali sono ancora pieni di omissis, ufficialmente per tutelare le vittime o per proteggere i dati sensibili di persone che non hanno commesso alcun reato. Nella........
