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Riformare il 41-bis per contrastare le nuove mafie

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03.08.2026

L’articolo 41-bis dell’ordinamento penitenziario, ideato oltre trent’anni fa da Giovanni Falcone, mirava a interrompere i legami tra i vertici della criminalità organizzata tradizionale, detenuti in carcere, e le organizzazioni mafiose che continuano a operare all’esterno. Tale modello di controllo nasceva per recidere comunicazioni e ordini provenienti dai boss, in un contesto caratterizzato da strutture fortemente gerarchiche e territoriali.

Oggi, invece, le cosiddette “nuove mafie” e l’evoluzione delle organizzazioni storiche agiscono con strumenti e modalità differenti: finanza d’assalto, cyber-crimes, criptovalute e reti internazionali più flessibili, capaci di adattarsi rapidamente ai controlli. Ne consegue la necessità di adeguare il 41-bis alle minacce contemporanee, preservando al tempo stesso i principi costituzionali e i diritti fondamentali.

Le linee di riforma dovrebbero partire da un aggiornamento tecnologico e organizzativo. È ormai noto che i metodi di comunicazione mafiosi si siano evoluti dai tradizionali “pizzini” cartacei verso sistemi di crittografia avanzata e microtecnologie. In questo quadro, un primo intervento dovrebbe riguardare l’ammodernamento........

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