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Intollerabile la crescente minaccia contro le magistrate antimafia

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28.09.2026

Lettere anonime scritte con il sangue, inseguimenti ad alta velocità, animali sgozzati lasciati davanti alla porta di casa e proiettili recapitati in buste chiuse. La lotta alla criminalità organizzata in Italia non è soltanto una battaglia giudiziaria è anche una trincea quotidiana, in cui sempre più spesso le magistrate diventano bersaglio. Dalla Lombardia alla Sicilia, passando per Campania, Puglia e Calabria, i clan manifestano un’insofferenza che si traduce in una crescente violenza e in un’aggressività sempre più esplicita. Un’escalation intollerabile, volta a intimidire chi ha dedicato la propria vita alla tutela della legalità e delle istituzioni.

Le dinamiche criminali variano da territorio a territorio, ma l’obiettivo dei clan resta lo stesso: delegittimare, spaventare e fermare il lavoro di ricostruzione delle reti mafiose.

L’idea che il Nord sia un’isola felice, al riparo dalle pressioni mafiose, è ormai un’illusione. Le grandi inchieste sulle infiltrazioni della ’Ndrangheta e sulle alleanze tra mafie nell’economia lombarda, come quelle sul sistema mafioso Hydra, sono state accompagnate da minacce sempre più dirette contro le pm milanesi, tra cui Alessandra Cerreti. Inseguimenti in autostrada........

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