L’Italia è sempre più insicura. A eccezione, curiosamente, dei dati sulla sicurezza
A sentire certi discorsi sulla sicurezza, l’Italia dovrebbe avere una stella su TripAdvisor: “Bellissima, ma non uscite dall’hotel”. Città fuori controllo, stazioni diventate terra di nessuno, criminalità dilagante, pericolo ovunque. A forza di sentirlo ripetere, abbiamo quasi smesso di chiederci se questa Italia esista davvero. Poi arriva Ferragosto e il Ministero dell’Interno commette un’imprudenza: pubblica i numeri. Nel primo semestre del 2026 i reati in Italia sono diminuiti del 10 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. Gli omicidi volontari sono scesi del 15,3 per cento, i furti dell’11,4, le rapine del 12,3, le violenze sessuali del 7,1 e le truffe e frodi informatiche del 9,5. E il dato del 2026 non nasce nel vuoto. Nel 2025 il Viminale registrava già un calo complessivo del 9 per cento rispetto all’anno precedente. Allargando ancora lo sguardo, la tendenza viene da molto più lontano: i dati del Ministero dell’Interno mostrano una flessione costante del totale dei delitti dal 2014 al 2020. Nel 2021 e nel 2022 c’è stata una risalita, condizionata anche dal confronto con gli anni anomali della pandemia, ma nel 2022 i reati risultavano comunque inferiori al 2019. E già nel 2019 il Ministero registrava una diminuzione complessiva del 19,5 per cento rispetto al 2011. Non è quindi una dinamica nata ieri, né una linea perfettamente dritta. È una tendenza di lungo periodo che attraversa governi, maggioranze e stagioni politiche diverse. Curiosamente, però, mentre la criminalità nel lungo periodo diminuisce, il racconto dell’emergenza sembra godere di ottima salute. La fonte, peraltro, rende........
