La Germania di nuovo al voto. Tra Jürgen Klopp, Friedrich Merz e l’AfD
Nei giorni scorsi, il commissario tecnico della nazionale tedesca Jürgen Klopp ha fatto una cosa che nel calcio tedesco non si vedeva da tempo: ha parlato di politica. Ricordando le recenti elezioni, ha detto che vorrebbe riprendersi la bandiera tedesca perché l'orgoglio nazionale non resti in mano alle persone sbagliate. È un'immagine che dice molto del clima in cui la Germania torna alle urne domenica: un Paese che cerca di ritrovare fiducia in sé stessa e che, allo stesso tempo, guarda con timore alla crescita di AfD. Si vota ancora all’Est, ma in due contesti molto diversi tra loro e diversi anche dalla Sassonia-Anhalt, dove il 6 settembre l’estrema destra ha ottenuto il 43,8% dei consensi.
Torna al voto la capitale Berlino che per storia e conformazione non è semplicemente associabile all’ex Germania Est: è una città riunificata, con 3,92 milioni di abitanti e il 42,3% di popolazione con background migratorio. Dal 2013 la sua economia cresce più di quella tedesca ( 1,1% di PIL nel 2025 contro 0,2%), ma ad agosto la disoccupazione era al 10,6%.
La capitale tedesca è governata da una grande coalizione dal febbraio del 2023 quando la Cdu di Kai Wegner vinse le elezioni per la prima volta dal 1999. Tre anni e mezzo dopo il quadro è ben diverso: Wegner ha ritirato la candidatura a luglio, travolto dalle critiche sul blackout di gennaio, che lo colse mentre giocava a tennis, e al suo posto corre l'assessore alle finanze Stefan Evers. I sondaggi consegnano una città divisa in quattro blocchi che........
