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Turismo di massa e usura del mondo: quando i luoghi diventano merce

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L’estate che ci siamo appena lasciati alle spalle ha visto il consueto, stanco rituale del dibattito pubblico sul cosiddetto overtourism. Giornali, social network e talk show si sono riempiti di invettive contro il "turismo cafone", concentrando lo sdegno sui comportamenti più plateali: un bivacco non consentito, la coda oceanica per mangiare e fotografare il krapfen, o l'escursionista della domenica che affronta i sentieri privo della "necessaria dotazione tecnica". È fin troppo facile, e terribilmente classista, bollare come "cafone" chi compie questi gesti, soprattutto quando si tratta di persone che non possono permettersi i prezzi ormai esorbitanti del mercato turistico. Ma questo sdegno rischia di essere uno specchietto per le allodole perché il problema non è il comportamento del singolo turista, bensì un modello che trasforma i territori in prodotti turistici, che consuma suolo e risorse, che privatizza beni comuni.

Per scardinare questa narrazione e comprendere la reale portata del fenomeno, viene in nostro aiuto il libro Turismo di massa e usura del mondo di Rodolphe Christin, edito da Eleuthera a giugno 2026. Il sociologo francese ci offre lo specchio di ciò che siamo diventati, ribaltando le rassicuranti prospettive dell'industria delle vacanze.

La genesi del turismo: l'ozio disciplinato

Per capire l'oggi, Christin ci invita a guardare indietro, alla nascita del turismo moderno. Questo fenomeno non sorge da un genuino afflato di libertà e da un’idea di viaggio romantico, come il marketing turistico vuole farci credere, ma è il combinato disposto dell'istituzione del lavoro salariato e del tempo libero. Con la conquista delle ferie pagate, il sistema capitalista si è trovato davanti a due stringenti necessità:

Rimettere in circolo il denaro: fare in modo che i soldi guadagnati dai lavoratori venissero immediatamente spesi, alimentando una nuova branca dell'economia.

Rimettere in circolo il denaro: fare in modo che i soldi guadagnati dai lavoratori venissero immediatamente spesi, alimentando una nuova branca dell'economia.

Controllare le masse: il tempo sottratto alla fabbrica o all'ufficio è un tempo pericoloso. Se lasciato vuoto, l'ozio può generare pensiero critico, attivismo politico e sindacale, persino spinte rivoluzionarie.

Controllare le masse: il tempo sottratto alla fabbrica o all'ufficio è un tempo pericoloso. Se lasciato vuoto, l'ozio può generare pensiero critico, attivismo politico e sindacale, persino spinte rivoluzionarie.

Il turismo nasce quindi come una formidabile attività educativa e........

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