menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

La Commissione Pnrr-Pniec accelera sulle rinnovabili, ora servono più commissari

5 0
previous day

Si parla molto di transizione energetica, di nuovi impianti rinnovabili e degli obiettivi che l’Italia dovrà raggiungere nei prossimi anni. Molto meno, invece, si parla della Commissione tecnica Pnrr-Pniec, nonostante il suo lavoro rappresenti uno dei passaggi fondamentali per trasformare gli obiettivi annunciati in progetti concretamente realizzabili.

È questa Commissione a svolgere le valutazioni ambientali su una parte rilevante delle opere energetiche strategiche del Paese: impianti agrivoltaici e fotovoltaici, parchi eolici onshore e offshore, elettrodotti e altre infrastrutture necessarie alla transizione. I suoi pareri non coincidono con l’autorizzazione definitiva, ma costituiscono uno snodo essenziale del procedimento. Senza il loro completamento, centinaia di progetti restano fermi e miliardi di euro di investimenti potenziali non possono avanzare verso la fase autorizzativa e, successivamente, verso l’apertura dei cantieri.

Per questo, chi ha davvero a cuore la transizione energetica italiana dovrebbe osservare con molta attenzione il funzionamento della Commissione Pnrr-Pniec. La sua capacità di esaminare i progetti con rigore e in tempi ragionevoli incide direttamente sulla possibilità dell’Italia di aumentare la produzione da fonti rinnovabili, rafforzare la sicurezza energetica e rispettare gli impegni di decarbonizzazione.

È quindi un peccato che del lavoro di questo organismo si parli così poco nel dibattito pubblico. Dietro numeri apparentemente tecnici si gioca, in realtà, una parte importante della politica industriale ed energetica nazionale.

La relazione sull’attività svolta tra il 1° gennaio e il 31 agosto 2026 offre, da questo punto di vista, segnali incoraggianti. Nei primi otto mesi dell’anno la Commissione ha espresso 481 pareri, il 63 per cento in più rispetto ai 296 dello stesso periodo del 2025.

È un risultato importante, che va riconosciuto senza esitazioni. Ma gli stessi dati mostrano anche quanto lavoro resti ancora da fare: centinaia di procedimenti sono tuttora in attesa di valutazione e il contenzioso contro il silenzio della pubblica amministrazione ha raggiunto dimensioni ormai strutturali.

Sotto la presidenza di Luisa Mosna, insediatasi il 28 gennaio, la Commissione ha rafforzato significativamente la propria capacità operativa. I gruppi istruttori sono diventati undici, dopo la costituzione, nel mese di giugno, di un nuovo gruppo dedicato ai progetti fotovoltaici e agrivoltaici.

I risultati della riorganizzazione sono evidenti. I pareri complessivamente espressi sono passati dai 296 dei primi otto mesi del 2025 ai 481 dello stesso........

© HuffPost