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Il buco nero di Palazzo Chigi che blocca le rinnovabili italiane

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21.05.2026

C’è un luogo, dentro lo Stato italiano, dove finiscono decine di progetti di energia rinnovabile già istruiti, già valutati, già arrivati al termine del loro percorso autorizzativo. E lì restano. Fermi. Senza spiegazioni, senza tempi certi, senza interlocuzione. È il DICA, il Dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un acronimo sconosciuto ai più, ma che per molti imprenditori del settore energetico è diventato sinonimo di limbo.

Si stima che siano fino a 150 i progetti eolici e fotovoltaici bloccati a Palazzo Chigi. Almeno 6 GW di potenza installabile congelata. Energia che il Paese potrebbe produrre e che invece continua a restare sulla carta, mentre l’Italia paga prezzi energetici tra i più alti d’Europa e continua a dipendere dall’estero in una fase internazionale che rende tutto ancora più fragile.

Attenzione: non parlo di progetti preliminari o improvvisati. Parlo di impianti già vagliati tecnicamente, spesso dopo anni di iter autorizzativi, investimenti milionari, verifiche ambientali, richieste di connessione, acquisizione di terreni, progettazioni definitive. Progetti che si fermano........

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