Trump trivella in Alaska. Il clima può attendere, contano solo petrolio e gas
Il 28 agosto il Dipartimento di Giustizia federale degli Stati Uniti ha diffuso il comunicato che annuncia la sconfitta degli ecologisti in Alaska per bloccare le trivellazioni nelle acque della piattaforma continentale esterna sottoposte alla giurisdizione federale: la corte distrettuale di questo stato ha infatti respinto il ricorso presentato da alcune associazioni per paralizzare la revoca, voluta dal presidente Donald Trump, delle misure protettive emanate da Joe Biden che di fatto bloccavano le trivellazioni per impedire il degrado di vaste aree di oceano sottoposto già allo stress dello scioglimento dell’Artico.
La corte ha motivato la decisione sostanzialmente per carenza di un danno sufficientemente imminente, non essendo, nell’opinione della corte, stata data prova dell’imminenza di attività esplorative nelle aree interessate: la motivazione apre di fatto alla possibilità di un successivo ricorso qualora il rischio di tali attività dovesse divenire sufficientemente concreto. Il rischio evidente è che, allora, le iniziative giudiziarie potrebbero rivelarsi tardive, secondo il famoso adagio del chiudere la stalla quando i buoi sono ormai usciti.
La decisione giudiziaria costituisce un ulteriore tassello di quello che molti considerano ormai un cammino quasi irreversibile che caratterizzerà le politiche energetiche........
