Nel purgatorio più scuro e più lucente
«Vivere è un Purgatorio senza uscita, neanche la morte è vera, non si può fuggire da nessuna parte. Ogni porta è sbarrata. Vivere è un obbligo cui non posso sottrarmi; devo solo scegliere se farlo da cadavere o da persona. Le mie gambe si deformano in dipinti cubisti; sono lasche e poi magrissime a seconda della prospettiva da cui le si osservava. Come posso imparare a camminare in questo corpo estraneo?»
“Purgatorio” di Ilaria Palomba, pubblicato da Alter Ego edizioni, è narrato in prima persona da una voce che giunge dalla parte più autentica e segreta dell’autrice. Siamo nei luoghi asettici di un ospedale, dopo una caduta rovinosa – un tentato suicidio – che minaccia la protagonista di privarla dell’uso delle gambe. Ora lei è al reparto unità spinale, in un non-luogo che è uno spazio imprigionato tra terra e cielo, da cui il titolo del libro: un titolo che rimanda anche a una condizione esistenziale divelta, di sottrazione, di separazione e di confine tra il desiderio di morire e il richiamo ancestrale alla vita: così questo limes diventa una........
