Disvelate le vite nascoste
«Segreti, rimpianti e colpa. Ecco cosa formava la sostanza della sua esistenza. Ma con quelli non c’era niente da fare e non c’era modo di eliminarli».
Oggi vi parlo di un libro uscito per Neri Pozza e tradotto da Laura Prandino, “Le vite nascoste” di Patrick Ryan, autore già affermato per i suoi racconti, nato a Washington D.C. nel 1965. Cinquecento pagine che ho sperato mi facessero compagnia per molto tempo, ma che ho concluso presto, perché l’appuntamento con Ryan è stato in questi giorni qualcosa di irrinunciabile.
Nella cittadina letteraria di Bonhomie, in Ohio, si dipanano le esistenze citate nel titolo, intrecciandosi e rivelando all’esterno solo la parte che la pubblica morale ritiene rispettabile. Ma, oltre la cortina di finzione, scorrono i sentimenti veri, i desideri, le inclinazioni, i tabù, gli aneliti che, se ascoltati, potrebbero permettere ai personaggi di toccare la loro più profonda essenza.
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